C’è posta per Monti dai liberisti del Pd e del Terzo polo
“Nei prossimi giorni avremo un provvedimento molto ampio sulle liberalizzazioni”, ha dichiarato il presidente del Consiglio, Mario Monti. Nei sette giorni che mancano al 20 gennaio, data limite indicata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, è quindi prevedibile un confronto sempre più serrato nella maggioranza tripartita. Leggi Le tre priorità nelle liberalizzazioni - Leggi Libero disordine in vista di Giuliano Ferrara - Leggi Empirismo contro ideologismo
19 AGO 20

“Nei prossimi giorni avremo un provvedimento molto ampio sulle liberalizzazioni”, ha dichiarato il presidente del Consiglio, Mario Monti. Nei sette giorni che mancano al 20 gennaio, data limite indicata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, è quindi prevedibile un confronto sempre più serrato nella maggioranza tripartita. Non a caso lo stesso Catricalà nei giorni scorsi è stato definito “giacobino” da Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, proprio per l’enfasi data ai radicali provvedimenti in arrivo. Maurizio Gasparri ha annunciato “un documento del Pdl sulle liberalizzazioni” ma “a partire dai grandi potentati, perché non si può essere forti con i deboli e deboli con i forti”. Insomma se perfino un ex An arriva a scomodare Pietro Nenni, il tema è assai sensibile nel centrodestra. Come ha ricordato anche l’ex ministro allo Sviluppo economico, Paolo Romani, “le liberalizzazioni non devono essere solo una bandiera o una battaglia ideologica: bisogna verificarne l’efficacia in base al modello italiano”. E ha ammonito, dopo aver invitato a coinvolgere le categorie interessate: “Anche Germania e Francia, che ora ci pungolano, si sono tenuti stretti i loro monopoli statali e hanno liberalizzato assai poco”.
Ma sui campioni nazionali nel Pdl le posizioni sono frastagliate, con Romani più cauto e Cicchitto più incalzante sull’Eni. Il “giacobino” Catricalà ha spiegato che “non è una priorità la separazione di Snam Rete Gas”; o su Autostrade, rinviando il tema “a un’agenzia che nascerà entro fine anno”, senza soffermarsi sulle nuove tariffe auspicate la scorsa settimana dall’Antitrust, ora presieduta da Giovanni Pitruzzella. Così mercoledì il Pdl, per bocca di Cicchitto, ha brandito contro l’esecutivo un editoriale di Antonio Polito che, sulla prima pagina del Corriere della Sera, ha scritto: “Prima di cercare la pagliuzza nell’occhio dei ‘piccoli’ e dei ‘privati’, bisogna rimuovere la trave in quello dei ‘grandi’ e dei ‘pubblici”.
E' il Pd a essere più baldanzoso. Il segretario, Pier Luigi Bersani, è galvanizzato da un tema cui ha legato la sua opera di ministro nel governo Prodi. Contemporaneamente i pensatori più liberisti del Pd stanno riemergendo. Antonio Lirosi, già Mister Prezzi e soprattutto braccio destro del Bersani liberalizzatore del 2006 su tariffe e concorrenza, sull’Unità di mercoledì scorso ha addirittura ammonito il governo Monti che, “caricando sul decreto una aspettativa eccessiva circa la sua portata, si è assunto il grande rischio di poter deludere le attese dell’opinione pubblica e dei mercati qualora il provvedimento che sarà varato risultasse circoscritto a pochi interventi, a misure di dubbia o differita efficacia, o escludesse qualche settore”. Tutto e subito, quindi. Con un invito esplicito a incidere sull’Eni, separando Snam Rete Gas, e sulle concessionarie stradali. E Andrea Lulli sempre del Pd ha chiesto di non escludere banche e assicurazioni dal decreto.
A sinistra si segnala anche il rinnovato attivismo dei Radicali italiani, che proprio mercoledì hanno presentato un appello firmato anche da esponenti del mondo accademico (Alberto Alesina e Francesco Giavazzi tra gli altri) per l’abolizione del valore legale del titolo di studio e la liberalizzazione delle rette universitarie. E il Terzo polo? Si è schierato nel suo complesso – al netto di qualche divisione interna a Fli, come l’ex azzurra Chiara Moroni che ha difeso le ragioni delle farmacie – per liberalizzazioni corpose che vanno dal mercato del gas ai servizi pubblici locali, dalle ferrovie ai fondi pensione, senza dimenticare welfare, giustizia civile e università. Tra i terzopolisti si segnala Linda Lanzillotta, che con la sua Fondazione Glocus ha elaborato insieme all’Istituto Bruno Leoni un dossier che consegnerà a Monti per caldeggiare l’apertura dei mercati del gas, delle poste e anche dell’università.
E' il Pd a essere più baldanzoso. Il segretario, Pier Luigi Bersani, è galvanizzato da un tema cui ha legato la sua opera di ministro nel governo Prodi. Contemporaneamente i pensatori più liberisti del Pd stanno riemergendo. Antonio Lirosi, già Mister Prezzi e soprattutto braccio destro del Bersani liberalizzatore del 2006 su tariffe e concorrenza, sull’Unità di mercoledì scorso ha addirittura ammonito il governo Monti che, “caricando sul decreto una aspettativa eccessiva circa la sua portata, si è assunto il grande rischio di poter deludere le attese dell’opinione pubblica e dei mercati qualora il provvedimento che sarà varato risultasse circoscritto a pochi interventi, a misure di dubbia o differita efficacia, o escludesse qualche settore”. Tutto e subito, quindi. Con un invito esplicito a incidere sull’Eni, separando Snam Rete Gas, e sulle concessionarie stradali. E Andrea Lulli sempre del Pd ha chiesto di non escludere banche e assicurazioni dal decreto.
A sinistra si segnala anche il rinnovato attivismo dei Radicali italiani, che proprio mercoledì hanno presentato un appello firmato anche da esponenti del mondo accademico (Alberto Alesina e Francesco Giavazzi tra gli altri) per l’abolizione del valore legale del titolo di studio e la liberalizzazione delle rette universitarie. E il Terzo polo? Si è schierato nel suo complesso – al netto di qualche divisione interna a Fli, come l’ex azzurra Chiara Moroni che ha difeso le ragioni delle farmacie – per liberalizzazioni corpose che vanno dal mercato del gas ai servizi pubblici locali, dalle ferrovie ai fondi pensione, senza dimenticare welfare, giustizia civile e università. Tra i terzopolisti si segnala Linda Lanzillotta, che con la sua Fondazione Glocus ha elaborato insieme all’Istituto Bruno Leoni un dossier che consegnerà a Monti per caldeggiare l’apertura dei mercati del gas, delle poste e anche dell’università.
Leggi Le tre priorità nelle liberalizzazioni - Leggi Libero disordine in vista di Giuliano Ferrara - Leggi Empirismo contro ideologismo